domenica 12 aprile 2009

Next Generation Access Network tra mito e realtà

Tra i mille dibattiti intorno alle Next Generation Network, soprattutto nella sua componente finale, quella dell'accesso appunto, mi ha colpito questo articolo.

Personalmente credo che ci siano non poche incongruenze in una proposta di tal tipo, alcune esplicite altre invece meno chiare e basate su assunti a mio parere sbagliati.

Può valere forse come provocazione come "unico istantaneo rimedio" ma il settore delle NGAN ha, secondo me, bisogno prima di tutto di chiarezza...

L'idea di una NGAN in mano agli utenti finali sembra più un mito o una utopia socialista (nel senso storico del termine).

Queste le posizioni a mio avviso incongruenti:

a) mettere la competizione là dove gli incumbent non la desiderano;
E' sbagliata per due motivi: ovvio che gli incument non vogliono avere competizione, ma sono costretti dalle regole ad aprire agli altri. Una zona, però, è ricca di concorrenza solo se c'è mercato. Dove non c'è mercato non c'è concorrenza. Un'operatore incumbent non digitalizza un'area se non c'è ritorno dal mercato, e meno che mai lo farà un OLO. Gli investimenti si giustificano con il ritorno e se questo non c'è allora vuol dire che non c'è mercato. Quando si crea la domanda reale (e non quella di principio) allora gli investimenti arrivano e con essi arriva la concorrenza.

b) Viene naturale pensare ad una NGAN che metta al centro colui che diventa l’utente esclusivo, attribuendo quindi la proprietà del local loop non ad un operatore ma all’utenza.
Lasciamo da parte la NGAN e pensiamo alla rete elettrica il cui obiettivo è portare elettricità all'utente con la massima efficienza: dove si ferma l'impianto dell'utente? Al contatore. Prendiamo l'esempio di una "rete elettrica avanzata": tanti clienti con pannelli solari che immettono il surplus nella rete generale. Dove si ferma l'impianto dell'utente? Al contatore. Chi beneficia della massima efficienza? Tutti. Ritorniamo alla NGAN. Chi ci guadagna dall'efficienza di una rete fino all'AG? Tutti e sopratutti, l'operatore, non il cliente.

c) Decenza vorrebbe che ciò che viene realizzato grazie alla collettività restasse di proprietà della collettività.
Il singolo utente finale non è la collettività. I fondi della collettività devono beneficiare la collettività. Quando un privato beneficia di fondi pubblici, il beneficio è a vantaggio della collettività. Se così non fosse, vanno cambiate le regole dell'assegnazione (non vanno dati fondi), non quelle dell'utilizzo finale dell'opera.

d) La proprietà dell’ultimo miglio nelle mani dell’utente finale rea­lizza immediatamente la piena concorrenza.
Dato per scontato che l'utente possegga il suo ultimo miglio in fibra, dove lo connette? Se l'operatore è là vicino sarebbe lo stesso operatore ad avere tutto l'interesse ad arrivare subito a casa del cliente. Se non è là vicino lo sforzo dell'utente dovrebbe essere maggiore (un ultimo miglio più lungo dovrebbe costare di più). Quali sarebbero poi le ragioni per cui un operatore non è presente in quell'area? Rispondere a questa domanda chiarisce molto il problema dello sviluppo delle NGAN.

e) 29 euro/anno.
E i vantaggi derivanti da una economia di scala? E i problemi derivanti dal considerare una estensione geografica a livello nazionale e non solo di quartiere? E' ragionevole usare la media del pollo in un discorso così? Non sembra esserci una possibile sottovalutazione del problema?

Lo sviluppo di una NGAN, dal mio punto di vista, va scisso dal problema dell'incumbent.

Nessuno può negare
- che tale rete richiede elevati investimenti;
- che elevati investimenti richiedono ritorni certi;
- che ritorni certi vengono solo se c'è mercato;
- che se c'è mercato, allora ci sarà concorrenza.

Il problema delle NGAN non deve essere chi le fa o chi le possiede.
Il vero problema è che devono essere aperte alla concorrenza.
E chi le fa avrebbe comunque il suo ritorno aprendole alla concorrenza.

My next 2 cents.

luigi zarrillo

L'articolo citato è proprietà del Corriere delle Comunicazioni. (nr. 6 del 23 marzo 09)

giovedì 2 aprile 2009

SlideShare RockStar for one day

da SlideShare Team a ginozar

data 1 aprile 2009 13.05
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venerdì 6 marzo 2009

Presentazione Working Capital

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martedì 2 dicembre 2008

My Cyber Map.

sabato 29 novembre 2008

My digital life...

Draft version.

venerdì 28 novembre 2008

@ "Nati Digitali" Tendenze di una generazione senza avi - c/o Accademia dei Lincei, Roma

Michael Wesch

venerdì 21 novembre 2008

innovation as bricolage

Innovation as contamination and mutation.

@ RomeCamp idee per il futuro (ROMATRE)

@ RomeCamp idee per il futuro (ROMATRE)
romecamp2008

Starting... Romecamp, idee per il futuro.

I'm attending.

mercoledì 12 novembre 2008

The web 2.0 dilemma by Johannes Bhakfi

Web2.0 Dilemma
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mercoledì 5 novembre 2008

Telecoms and the end of control (by Gerd Leonhard)

lunedì 13 ottobre 2008

my digital life

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martedì 7 ottobre 2008

IETF Overview


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From: ginozar, 2 hours ago


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martedì 16 settembre 2008

Results 1 - 10 of about 546,000 for twitter funeral. (0.06 seconds)








Reporter uses Twitter during child's funeral

by Brian Osborne posted on September 15, 2008 10:54 am

Technology has allowed reporters to break news literally as it happens, but just because the technology exists doesn’t mean you should always use it. One example of when not to use technology would be the actions of a Colorado newspaper reporter attending the funeral of a three-year old who was killed in a car accident. The reporter thought it would be a good idea to report the events of the funeral as they happen over Twitter according to a report by TechCrunch.

- cutted. Please read the whole article, if interested -




Twittering a funeral — why not?

by Mathew on September 12, 2008 | I have to say I’m a little surprised by all of the hoopla about a reporter for the Rocky Mountain News posting messages to Twitter during the funeral of a young boy. From the sounds of some of the coverage in other newspapers and on various blogs, you would think the guy had shown up with a camera crew and interviewed the grieving family while they were weeping by the graveside, or done a helicopter fly-by.

- cutted. Please read the whole article, if interested -


martedì 19 agosto 2008

Social Media Defined In Two Words | Gino Cosme

As reported by Gino Cosme:
Jason Falls asked his followers on Twitter to define social media in two words or less. Here are some of the results:

* Overrated
* Relationship Building
* Communal Interaction
* Community Building
* Shared Narcissism
* Citizen Journalism
* Confusing
* Authentic Minutia
* Scaled Intimacy
* Serendipitous Networking
* Movable Relationships
* Establishing Trust
* Business Networking
* Participate. Reciprocate.
My two words? Communal platforms. What do you think?
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MyEgo: "
World meeting"